Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Zoofilo, oppiomane, pervertito, idolatra, alcolista: così i suoi contemporanei definivano Eric Stenbock, sfortunato autore di modeste poesie e deliziosi racconti. Nella più pura tradizione tardo-vittoriana, Stenbock miscela una sapiente scrittura con torbide trame e ironiche conclusioni. Ogni soggetto è diverso, ogni personaggio è brillante, ogni sviluppo è originale, ogni dialogo è netto, ogni epigramma è mordace. Stenbock è come un vino pregiato che si apprezza dopo molti anni, quando il clamore che accompagna i successi o i fallimenti si dissolve e restano solo le opere a parlare di sé.
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