In un paese del Sud nasce la fabbrica della felicità. Così la chiamavano i figli di contadini e pescatori, che abbandonavano la terra e la pesca: facevano un corso e il commendatore li assumeva a fare concimi. In tanti si fecero la casa, la Fiat 600, i figli a scuola. Ma nel 76 lo scoppio di un impianto rilascia in paese tonnellate di arsenico. Negli anni '90 il male moderno infioretta con parole irripetibili le diagnosi dei medici: Anche Maurizio Russo si ammala. Ma il suo punto di osservazione era cambiato: ora cercava la verità. Con l'aiuto di un giovane medico inizia una ricerca sulle cause delle malattie. Stai sputtanando il commendatore, gli dicevano, e lui: ho la coscienza a posto. Comincia il processo. Ma la giustizia dei più forti calpesterà la verità storica e una nuova stagione di emigrazione si aprirà per i giovani. Esempio di letteratura civile di grande forza sociale, con questo romanzo etico l'autore si china su un'Italia dimenticata e restituisce alla scena pubblica la memoria di volti e voci capaci di infrangere i muri della rassegnazione e dell'ingiustizia. Prefazione di Gianni Vattimo.
EAN
9788862225175
Data pubblicazione
2016 04 14
Lingua
ita
Pagine
147
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
155
Larghezza (mm)
215
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
258
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