Non si tratta di felicità o infelicità, ma di colore o non colore. Del bianco striato di blu e di rosso. Del verde veronese, del turchese, del rosso scarlatto e del colore del sangue. Si tratta della morte del colore, che è immortale, e della sua resurrezione. Nell'estate del 1943, nascosto a bordo di un carro funebre, il pittore Chaim Soutine - afflitto fin dalla giovinezza da un'ulcera gastrica - attraversa la Francia occupata dai nazisti per essere operato d'urgenza a Parigi. Sotto l'effetto della morfina, sospeso tra sonno e veglia, Soutine ricorda la difficile infanzia nel villaggio di Smilovici, gli anni a Montparnasse e l'amicizia con Modigliani, gli stenti e l'improvviso successo. Ma la guerra mette bruscamente fine a tutto. Nel delirio provocatogli dal dolore e dal "magico oppiaceo", il malato in viaggio verso la capitale francese immagina di raggiungere il paradiso bianco, dove il misterioso dottor Bog gli assicura la guarigione a patto che non dipinga mai più... Un romanzo suggestivo e dal ritmo incalzante, che apre continui momenti di riflessione sull'esperienza artistica e la tormentata personalità di Soutine.
EAN
9788862432054
Data pubblicazione
2016 11 24
Lingua
ita
Pagine
272
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
208
Larghezza (mm)
148
Spessore (mm)
22
Peso (gr)
345
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