Se in “Che dice la pioggerellina di marzo” erano raccolte le poesie più diffuse nei libri di scuola degli anni Cinquanta, e l'elemento caratterizzante era la piena continuità di contenuti e autori rispetto alle antologie del periodo fascista, in “Cloffete cloppete ciocchete” si fa un passo in avanti, e il riferimento temporale diventa quello degli anni Sessanta. Vi è una netta rottura dovuta al diverso clima sociale e culturale: irrompono nella scuola temi quali l'ambiente, il consumismo, il razzismo, il Terzo Mondo, il pacifismo, La Resistenza, il mal di vivere; e vi è una diversa visione di quelli tradizionali come la famiglia, la scuola, il lavoro, la natura. Anche gli autori cambiano: accanto ai classici italiani (Pascoli, Leopardi, Manzoni, d'Annunzio) troviamo i contemporanei (da Montale a Quasimodo, da Ungaretti a Fortini, Saba, Calvino, Pavese), la novità dei poeti stranieri (Rilke, Neruda, Lorca, Prevért, Brecht, Auden, Edgar Lee Masters, Rimbaud e Baudelaire), quella più deflagrante dei cantautori (Gaber, De André), e ai "poeti di banco" (Zietta Liù, Pezzani, Lina Schwarz, Novara) si accosta Gianni Rodari. È iniziata la scuola nuova, che all'istruzione affianca l'educazione, la formazione dei cittadini della democrazia.
EAN
9788862667821
Data pubblicazione
2017 06 08
Lingua
ita
Pagine
206
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
208
Larghezza (mm)
135
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
260
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