Il volume si muove, in un concertato di voci e di testi, su un duplice orizzonte: quello della costruzione del mito del Tasso «filosofo mezzano», fra le aride «definizioni de’ loici» e il sapere superstizioso della doxa popolare, ‘malinconico’, ‘maieutico’ dialogista, moderno artifex di una cultura per «gli uomini civili» e abile discettatore nel ’banchetto della dottrina e della scienza’ della ‘letteratura cortigiana’ tardo cinquecentesca; e quello del mito sempre attuale, della memoria della tradizione, della ricezione e dei riadattamenti dell’opera poetica tassiana nella fortuna del Seicento e del primo Settecento. L’ampia rivisitazione critica dell’ultimo trentennio di studi sui riti intellettuali, sui modelli della socialità letteraria e della ‘enciclopedia dei saperi’ con cui si plasma e in cui si cimenta l’«arringo del ragionare» cortigiano e il recupero di un significato e di una progettualità autonomi per l’erudizione della ‘dialogistica’ tassiana, non solo sussidiari all’officina della produzione creativa ma piuttosto ad essa intrecciati a filo doppio nell’inquieta ricerca di una totalità del ‘letterato-filosofo’, motivano la scrittura, gli attraversamenti e (...).
EAN
9788862747509
Data pubblicazione
2017 05 31
Lingua
ita
Pagine
236
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
418
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Torquato tasso il «filosofo cortigiano» e il poeta senza confini—