Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
L'opera, prima di essere una "autobiografia", è un romanzo di generazione, quella sessantottina: una generazione che ha politicamente fallito ma i cui ideali, la cui utopia continua a fermentare culturalmente. La vicenda ha come sfondo la città di Trieste e l'esodo istriano, e ciò amplifica ancor di più il senso di complessità, e di marginalità, della narrazione e del suo filo conduttore: la seduta psicanalitica.
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