Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Sembra che a sessant'anni i medici in genere, ma soprattutto quelli dalla carriera più brillante, siano presi da un bisogno irrefrenabile di scrivere. In genere scrivono memorie piene dei sacrifici fatti per arrivare in alto, piene di autocelebrazione e disprezzo per i colleghi, vili e ignoranti. Il primario invece scriveva lettere ai giornali e ai politici. Criticava tutto e tutti, a suo dire, con estrema ironia. Le sue lettere, però, non solo non erano neanche lette, ma erano certamente gettate nel cestino della posta indesiderata, ancor prima di essere aperte.
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