Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Isidoro Aiello offre questo libro a sé stesso e agli amici (gli amici della poesia e delle verità più profonde dell’uomo) non tanto come gesto auto-consolatorio, quanto piuttosto come possibilità di dialogo e di confronto. E dunque di crescita. La sua poesia secca, essenziale, fatta di poche parole che acchiappano le cose con una felicità sorprendente. Dire da dove gli venga una tale felicità non è naturalmente facile. A meno che non si pensi (come io penso) che forse è la concretezza del suo stesso lavoro (l’azienda agricola di famiglia) a impartirgli la sola lezione che serve davvero ai poeti: quella di chiamare le cose con il loro nome.
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