Einstein ebbe a specificare meglio il suo concetto di spazio vuoto" in una sua nota alla 15ª Edizione Inglese del suo libro "Relatività: esposizione divulgativa". Ebbe anche a completare la sua Prefazione del 1916, che riporto: "Gli oggetti fisici non sono "nello spazio", bensì "spazialmente estesi". In tal modo il concetto di "spazio vuoto" perde il suo significato. 9 giugno 1952, Albert Einstein". Da questa nota è chiaro che, pur avendo letto "La Teoria delle Apparenze" del Prof. Marco Todeschini, Einstein trova il modo di eludere il problema vero e naturale dello Spazio, riducendolo ad una spazialità, estensività, dei corpi fisici, senza accorgersi però che tale estensività non si addice allo spazio mentale ed atomico, perché non spiega le leggi dell'atomo come invece fa lo Spazio fluido dinamico di Todeschini; inoltre, nella nota citata, afferma improvvidamente che: "lo spazio non è suscettibile di essere direttamente sperimentato!" Dove sarà mai nascosta la Chiave dell'Universo?".
EAN
9788863072242
Data pubblicazione
2009 10 01
Lingua
ita
Pagine
254
Tipologia
Libro in brossura
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