Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Dietro al morso della taranta e del presunto ballo guaritore risuonano echi antichi di un’antropologia dell’intreccio che trova forse il proprio antecedente mitico nel dramma esistenziale che legava Arianna a Teseo e Dioniso. L’aggirarsi fra le tombe, il dormire nei sepolcri, la spasmodica ricerca del mare, il grido rituale, il denudamento, l’apparizione a mezzogiorno della taranta che morde e rimorde sotto la canicola, sembrano infatti costituire tutti vettori simbolici che rinviano alla tragica messa in scena della noja, nel senso di un’agonia sentimentale in forma di lutto o di forzato distacco.
Dentro trovi soprattutto storia, politica e società.
Può funzionare bene per lettori interessati all'attualità e alla storia e chi cerca contesto e interpretazione, con un tono emotivo e argomentativo.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.