Il 16 ottobre del 2000, in un sentiero di campagna nei dintorni di Tbilisi, un pensionato scopre il corpo di un uomo con il torace fracassato. È Antonio Russo, reporter divenuto popolare l'anno precedente in Kosovo quando restò il solo occidentale a raccontare l'ultima fase della pulizia etnica perpetrata dai serbi. In Georgia aveva raccolto significativa documentazione sulle armi proibite utilizzate dalle milizie russe sui civili ceceni, e proprio in quei giorni doveva rientrare in Italia. Sin dalle prime battute le indagini georgiane appaiono viziate da ambiguità e depistaggi, mentre l'inchiesta parallela della Procura romana si dipana su basi incerte e il solo indiziato si rivela estraneo all'omicidio. Attraverso un lavoro certosino, Ottenga Barattucci riscostruisce l'intensa vita del giornalista e smonta pezzo pezzo la duplice inchiesta sull'omicidio mettendo in luce approssimazioni, ambivalenze e omissioni, e non ultima, per ragioni e in forme diverse, la sudditanza di entrambi i Paesi alla Russia di Putin.
EAN
9788863448573
Data pubblicazione
2025 12 22
Lingua
ita
Pagine
296
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
206
Larghezza (mm)
134
Spessore (mm)
25
Peso (gr)
354
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