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Un uomo interroga Selene dea della Luna, dialoga con un Armstrong che non è quello che canta "What a wonderful world" ma l'astronauta che per primo toccò il suolo lunare. Una fuga astolfiana sull'ippogrifo della paura a cercare non il senno di Orlando ma forse il senno della scienza medica, e il senso di sé. L'annus horribilis di un uomo che ha paura di affogare, non sapendo nuotare nel mare incerto degli ospedali romani. Un uomo che da solo cerca di arrivare alla Luna.
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