Una lettura da vivere pagina dopo pagina
L'essere, il suo specchio, un cammino alla cieca sulle impronte fradice dei propri meandri più reconditi. Partenogenesi del seme che si riproduce di continuo negli incavi di ogni metastasi cerebrale. I frammenti delineano la sottile linea di confine sulla quale vacilla il senso di appartenenza a se stessi, in un percorso ossimorico che attraversa la porta dell'inevitabilità. Non si scappa da se stessi, e nella frustrazione di una gabbia della quale si è prigionieri e carcerieri, si consuma l'amplesso con le sordide vacuità del caos.
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Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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