Il volume si propone di offrire un profilo della produzione di Eugenio Montale (1896-1981) come critico letterario, a partire dai suoi esordi sulle riviste di Torino, Genova e Milano, nella prima metà degli Anni Venti, sino all'attività di lungo corso nella redazione milanese del "Corriere della Sera" a partire dal 1948. Nel panorama di studi su Montale manca ad oggi infatti un profilo dell'autore come critico. Vengono pertanto proposte alcune ipotesi relative ai rapporti tra poesia e prosa monta liane: rielaborazioni parallele in prosa e in poesia di esperienze esistenziali, occasioni culturali, epifanie di interlocutori (Benedetto Croce, Ernest Hemingway, Roberto Bazlen) che diventano, nel processo di scrittura, microcosmi di sperimentazione stilistica e di un discorso autobiografico, che emerge con carsica discrezione dal fluire delle pagine, consentendo a Montale di suggerire, dietro la diversità dei generi letterari e delle mansioni (il celeberrimo "secondo mestiere", ancora citato nel discorso per il Premio Nobel nel 1975), l'unità della propria esperienza di uomo di cultura.
EAN
9788863725025
Data pubblicazione
2013 05 01
Lingua
ita
Pagine
257
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
239
Larghezza (mm)
167
Spessore (mm)
16
Peso (gr)
490
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