Un libro che lavora molto sul piano visivo
Bello non solo come oggetto, ricco com'è di immagini raffinate, ma bello perché sembra un gioco di scatole cinesi, il libro non è tanto e solo una "storia del teatro", fatta di ricordi e aneddoti, quanto piuttosto una storia dell'arte italiana di uno dei più raffinati e colti intellettuali del secolo passato. A scorrere le pagine, infatti, si scoprono, uno dopo l'altro, mondi, storie, culture, situazioni diverse attraverso il dialogo fra l'autrice e Paolo Poli, uno dei grandi maestri del teatro italiano e protagonista delle nostre scene dalla fine degli anni Cinquanta. Con la Prefazione di Natalia Aspesi.
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