Una sorta di lettera aperta da parte di un padre al proprio figlio per raccontare la semplicità di un mondo diverso, quello degli anni Sessanta, in cui la presenza di un telefono è motivo di meraviglia e la lavatrice un misterioso oggetto del desiderio. La voce del figlio non si sente, ma la sua presenza è nel cuore del padre che si preoccupa di non annoiarlo troppo, di utilizzare un linguaggio diretto e moderno. Il mondo di quelli che c'erano prima di noi, gli racconta, a sentirli, era sempre il migliore. E quelli che verranno dopo diranno che le più grandi fatiche le hanno fatte loro, anche se non sono andati a fare la guerra. Ciò perché ognuno di noi dà per scontata l'esistenza di quello che trova e finisce con lo sminuire, col non capire la sofferenza, la fatica e il valore di un oggetto che consenta di vivere un po' meglio. La mancanza di una consapevolezza storica del nostro passato, se viene poi collegata al profitto economico che può generare l'oggetto, crea la folle ricerca dell'inutile tecnologico (perché un telefono non può restare un semplice apparecchio per fare telefonate ma deve trasformarsi in radio, macchina fotografica, telecamera e così via?). Il progresso ha motivo di esistere se migliora la qualità della vita delle persone, diversamente è pura imbecillità.
EAN
9788863965346
Data pubblicazione
2014 01 01
Lingua
ita
Pagine
72
Tipologia
Libro
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