Alla deriva viene pubblicato per la prima volta nel 1920, anno in cui l'autrice riscuote un discreto successo letterario. Marcello Scalia è un siciliano emigrato in Toscana per completare gli studi universitari. Qui diviene "discepolo" del professor Montebello, il "Maestro", e si innamora di Simonetta, figlia dell'accademico, dalla quale viene inaspettatamente ricambiato. Laureatosi e ottenuta la mano della ragazza nonostante la disapprovazione del "Maestro", che avrebbe preferito per lei il ricco e determinato Angelo Fiore, Marcello accetta un posto da insegnante nelle Marche, sebbene aspiri alla libera docenza e a diventare prolifico autore di dissertazioni come il suo mentore. Frustrato da un lavoro che non lo soddisfa, da un'ispirazione altalenante e dal desiderio di dare alla moglie ogni agio, Marcello vede a poco a poco crollare le sue speranze e il proprio matrimonio incrinarsi sotto il peso dell'inadeguatezza. "Alla deriva" è un'opera emblematica di un'epoca di migrazioni - alle quali si affianca la grande guerra, ulteriore elemento di destabilizzazione — oltre che il ritratto non solo di una, bensì di due anime — quella di Marcello e quella di Simonetta — che appena entrate nell'età adulta scoprono la stridente incongruenza tra sogni di gioventù e realtà. Introduzione di Cristina Pausini, postfazione di Elena Stancanelli.
EAN
9788864023250
Data pubblicazione
2018 10 11
Lingua
ita
Pagine
123
Edizione
2
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
200
Larghezza (mm)
132
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
185
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