Poeta della conoscenza metafisica potrebbe esser definito Vindice Satta, forse un poeta di quella linea montaliana propria di chi subisce gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ma la poesia di Vindice Satta, più che un, montaliano, distante ragionare, è un'adesione coerente al dato sentimentale. Che non si fa mai però onda di piena. Non è, la sua, poesia dell'ineffabile, ma semmai poesia del limite. Un poetare cui è chiara l'insufficienza della parola: un pensiero nel varco dei momenti. Evidente è il debito che la scrittura poetica di Vindice Satta contrae con la poetica di Giuseppe Ungaretti: un procedere per frammenti; con versi brevi che spezzano la linea sintattica per scissione di dettatura interiore. Ma da Ungaretti Vindice pure diverge per concezione d'esistenza. Riguardo alla quale potremmo, forse, avvicinarlo a Montale. Perché Vindice è assai poeta del paradosso, del dubbio, e della perplessità più che della ungarettiana necessità di fede. Un poeta dalla forte soggettività fu Vindice Satta, ripiegato in sé, ma non arreso: e proprio perché, per parafrasare le sue stesse parole, egli ha avuto il coraggio di arrendersi.
EAN
9788864291574
Data pubblicazione
2015 03 13
Lingua
ita
Pagine
382
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
213
Larghezza (mm)
137
Spessore (mm)
25
Peso (gr)
460
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