Non vi è peggior tragedia per un governante che tenga alla soddisfazione e alla felicità del suo popolo di vederlo affamato e ridotto in stracci. La fiaba veridica di Capitta narra di un’Italia del Ventunesimo secolo piombata sotto una cappa depressiva causata dalla penuria di carne. Una mancanza insopportabile per la popolazione che non trova più appagamento in quell’idea di mattatoio a cui è affezionata. A risolvere il tempo dei desideri insoddisfatti si affaccia sulla scena politica la protagonista di questa storia, la pastora, che finisce per ottenere lo scranno più alto del potere: la guida del governo. Ha un passato oscuro, la pastora, figura truce dall’anima volubile e nera, pervasa da nostalgie che nutre con la visione di un quadro tenuto nascosto: il ritratto di un uomo con gli occhi bagnati dalla morte. Per lei è il buon padre, quello che le ha insegnato l’arte di una carezza funebre al mondo e alle cose, quello in cui ritrova incorrotto lo spirito della sua fiamma immortale. Fra crisi affrontate nelle sale del Palazzo e ritorni all’ovile, riuscirà la pastora a soddisfare l’antica sete di sangue?
EAN
9788864293875
Data pubblicazione
2025 04 24
Lingua
ita
Pagine
112
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
120
Larghezza (mm)
178
Spessore (mm)
11
Peso (gr)
140
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