Questo breve romanzo, uno studiato impasto di realtà e fantasia, racconta una pagina sconosciuta della deportazione, appoggiandosi in apparenza su alcuni documenti inediti. Il primo gennaio 1945 venti ebrei ungheresi vennero prelevati nel ghetto di Budapest, caricati su un carro bestiame e abbandonati al loro destino appena entrati in territorio polacco, perché la linea ferroviaria verso Auschwitz era diventata impraticabile. Era l’alba di un mattino gelido, e mentre da oriente avanzava il fronte russo, gli ungheresi si misero in cammino lungo i binari della ferrovia, attraverso un paesaggio spettrale, fatto di neve e di nebbia, dormendo all’addiaccio o in rifugi di fortuna. Solo in otto, sopravvissuti alla fame e al gelo, raggiunsero il 24 gennaio un ultimo rifugio, il luogo dove tutto era stato consumato. “Il libro è singolare, per la sua intensità stilistica, la sua giusta e implacabile costruzione, per i suoi periferici, ma godibili, smottamenti fantastici. Dentro un’atmosfera apocalittica spira costantemente un’ironia tragica, quasi demente. È un libro sulla storia, e ha l’apparenza di un romanzo storico ma, nei fatti, è una sorta di favola gotica”. (Andrea Inglese)
EAN
9788864389752
Data pubblicazione
2023 10 23
Lingua
ita
Pagine
92
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
200
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
140
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