Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Un libretto arguto, per la penna di Francesco D'Episcopo, napoletano verace e appassionato, che traccia in prosa e in versi un elogio del sonno e della napoletanità, ma anche della vita. Lo shakespeariano "dormire, forse sognare" declinato alla maniera della città partenopea. Il sonno rimane, nelle parole dell'autore la più alta forma di libertà e autonomia personali. Dormire per vivere non per morire, dunque. E per sognare: i sogni reali e quelli visionari della letteratura e dell'arte, il cui maestro indiscusso è Calderòn de la Barca, che continuano a colorare il cielo di bellezza e meraviglia.
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