Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Le donne chianine degli anni ’50 si vestivano di nero, erano unite nel combattere le disuguaglianze sociali, furono delle mercanti di strada e son passate alla storia soprattutto perché riuscirono a sopravvivere, nonché arricchirsi, ingannando e recitando miserie, disgrazie e chiedendo pietà; fu così che ebbero successo e si mostrarono anche cattive se non erano ben compensate ma di fatto non ebbero mai a commettere nessun reato, le loro vicende meno drammatiche e più divertenti sono ancora vive nella cultura campagnola tradizionale contadina e cittadina di quell’epoca ed attuali ancora oggi...
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