Chi si accosti alla lettura delle opere teologiche ed etiche prodotte da Pietro Abelardo tra il sinodo di Soissons del 1121 e quello di Sens, svoltosi a ridosso della sua morte all'inizio degli anni Quaranta, nei quali subisce l'accusa di avere abusato delle sue competenze filosofiche ed è condannato al silenzio e all'oblio, ricava l'immagine di un uomo provato dalle avversità e perfino frustrato nelle sue prospettive esistenziali e nelle aspirazioni "professionali", ma non vinto. Egli infatti si mostra capace di rivedere le basi motivazionali della sua vita personale e del suo ruolo culturale, accettando la condizione monastica, in un primo periodo sofferta, rinnovando e sublimando col tempo il rapporto affettivo con la consorte Eloisa, in saeculo chara... in Christo charissima, con l'intelligente concorso di lei, confermando il bisogno di rinnovamento filosofico e spirituale attraverso la sua originale adesione alla tradizione agostiniana, un sostegno critico che comporta la partecipazione al movimento di riforma non solo della Chiesa istituzionale ma anche di quella universale in quanto popolo di Dio, e lo indirizza alla riflessione sulla, e al perseguimento della giustizia.
EAN
9788864851488
Data pubblicazione
2024 10 31
Lingua
ita
Pagine
372
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
22
Peso (gr)
450
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Abelardo riformatore. Appunti per una biografia intellettuale. Vol. 2: Deo gratias, cucullantus—