La lunga fedeltà di Giorgio Bárberi Squarotti alla poesia novecentesca si arricchisce di un nuovo, importante capitolo. Il volume si apre con un percorso di sintesi che attraversa l'intero secolo, all'insegna di un progetto critico di "molto distacco, alquanta ironia, la liberazione quanto più è possibile dalle passioni, dalle ideologie, dalle pubblicità", "ma anche senza nostalgie e rimpianti"; e prosegue con interventi di carattere teorico, sulle idee di antologia, di letteratura regionale, di poesia dialettale. Non mancano saggi dedicati ai maggiori, alcuni dei quali amatissimi (D'Annunzio, Quasimodo, Giudici, Sinisgalli, Luzi, Fortini, Caproni, Sanguineti); ma ciò che emerge è soprattutto un canone della poesia della seconda metà del secolo in cui ritrovano collocazione storica e meritato riconoscimento autori spesso lasciati ai margini dai grandi editori e dalla critica ufficiale (Umberto Bellintani, Sandro Sinigaglia, Augusto Blotto, Agostino Venanzio Reali, Dino Claudio, Giannino di Lieto, Luciano Roncalli, Giovanni Zilioli, Remigio Bertolino, Folco Portinani).
EAN
9788865077436
Data pubblicazione
2016 07 14
Lingua
ita
Pagine
380
Tipologia
Libro in brossura
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