Ogni paese, ogni popolo, ha il proprio «altro», non realmente diverso, ma specchio delle proiezioni collettive. Ciascuno di noi ha il proprio «altro», che viene spesso deriso fino a divenire bersaglio potenziale di un'esplosione di violenza. Oggi, per noi europei, questo «altro» è innanzitutto l'immigrato, sempre più frequentemente di religione musulmana, che s'installa nel nostro suolo. La psicoanalisi apporta un chiarimento prezioso sui rapporti complessi che ciascuno stabilisce tra la cultura di origine e la cultura di accoglienza, così come sulla percezione dello «straniero», in particolare musulmano, sulla relazione dell'immigrato con le proprie radici. Con una scrittura sempre accessibile e con lo sguardo di testimone, oltre che di psicoanalista, Nazir Hamad prende parte al dibattito contemporaneo, in particolare a quello relativo all'etno-psichiatria. In un modo vivace e profondo, l'autore abborda i problemi posti dal nome di famiglia straniero, la questione della relazione con il padre, quella della lingua straniera e del poliglottismo e la sfida del mondo moderno all'identità musulmana.
EAN
9788865124840
Data pubblicazione
2016 12 07
Lingua
ita
Pagine
202
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
152
Larghezza (mm)
212
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
315
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La lingua e la frontiera. Doppia cultura e poliglottismo—