Per la cultura russa la celebre tela di Raffaello, esposta nella pinacoteca di Dresda, è sempre stata molto più di un capolavoro artistico: «non un quadro, ma una visione» creata «non per gli occhi, ma per l’anima», come la definì il poeta Vasilij Žukovskij. Attraverso la Madonna Sistina Raffaello è assurto, da almeno due secoli, a simbolo dell’unità culturale che ha dato i natali all’Europa. La Madonna Sistina compare ripetutamente nelle opere di Dostoevskij, il quale si raccoglie sovente in preghiera davanti alla riproduzione che ne ha nello studio; suscita l’inquietudine di Lev Tolstoj; tocca il cuore di un brillante economista marxista, Sergej Bulgakov, futuro grande teologo ortodosso. E quando nel 1955 il dipinto viene esposto al Museo Puškin di Mosca prima di essere restituito alla Germania, a cui era stato sottratto come bottino di guerra, agli occhi di alcuni grandi scrittori e interpreti della tragedia staliniana – Varlam Šalamov e Vasilij Grossman – la Vergine e il Bambino divengono il volto di milioni di vittime innocenti e un segno certo dell’insopprimibilità dell’umano nell’uomo.
EAN
9788865129227
Data pubblicazione
2023 12 08
Lingua
ita
Pagine
128
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
190
Larghezza (mm)
129
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
152
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La «Madonna Sistina» di Raffaello. Icona di umanità tra nazismo e stalinismo—