Scrivo queste righe perché invitata a farlo, l'occasione è un ricordo di mio marito Franco, Ferenc per i suoi amici in Ungheria, e avendo iniziato lì la sua attività di grafico Ferenc Pintér è diventata la sua firma. Chiarisco che abitualmente non scrivo né di me né dei miei cari, non ho mai compilato neppure una pagina di diario in tutta la mia vita perché mi è sempre sembrato pericoloso immortalare i miei pensieri! Questa occasione è però unica per fare un ritratto a tutto tondo dell'uomo che molti conoscono professionalmente, ma che solo io ho avuto accanto per 45 anni. L'incontro è avvenuto nella sede della Mondadori in via Bianca di Savoia 20 a Milano, nel lontano agosto 1960, da 15 giorni avevo terminato gli esami di maturità, Ferenc Pintér era da alcuni mesi al lavoro nell'Ufficio Artistico Editoriale e già era un personaggio. Lo vedevo giocare al calcio tra i tavoli da disegno con palline di carta (aveva molto meno talento nel calcio che nella pittura), altre volte faceva tornei di dama che spesso vinceva, nel rimanente tempo produceva disegni a china, splendidi, le famose 'finestrelle' che pubblicizzavano gialli e altri libri di prossima pubblicazione. Io, oltre Anita Klinz, nostro capo, ero l'unica donna, Pintér l'unico scapolo, così i colleghi ci invitavano scherzosamente a conoscerci meglio.
EAN
9788865273425
Data pubblicazione
2015 05 14
Lingua
ita
Pagine
83
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
312
Larghezza (mm)
308
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
1095
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