A Benedetta non bastava scrivere poesia. Lei si interrogava sul suo essere/esserci e attraverso questo percorso interrogante, mai facile e raramente pacificato, era giunta a un approdo: lei si sentiva poeta. Essere e sentirsi poeta, per Benedetta, voleva dire aver riconosciuto l'essenza amorosa della sua anima in relazione col mondo. Questo suo sapere di sé, raggiunto dopo un lungo viaggio interiore, le dava gioia, fermezza, e anche una sorta di fedeltà limpida e devota alla parola poetica, propria e altrui. L'immagine di sé che ci lascia in eredità con la sua morte è questa: Benedetta al centro del suo compiuto arco di vita, ridente e fiduciosa, ci invita all'accoglienza dei suoi due ultimi doni; con una mano, ci offre dentro la stanza di terapia, sua lectio magistrale, a cui affida la sua esperienza di terapeuta infantile; con l'altra, questa raccolta di poesie. Entrambi i doni testimoniano della sua spiritualità, che fu una spiritualità mai disgiunta dalle pratiche, perché guidata da intelligenza amorosa verso gli altri e il mondo. Questa spiritualità è il cuore pensante della sua indiretta lezione di vita. Una lezione che, mentre la cogliamo, ci rende migliori.
EAN
9788865416754
Data pubblicazione
2017 09 26
Lingua
ita
Pagine
64
Tipologia
Libro rilegato
Come si presenta questo libro
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