Ho sempre saputo che lo zio Duilio era stato prigioniero in Germania, me lo aveva raccontato il mio babbo che era stato testimone della sua cattura a Bologna la mattina dell'8 settembre del 1943. Lo zio non amava parlarne, ma ricordava la fame e la necessità, per sopravvivere, di mangiare qualsiasi cosa, dalle patate marce rubate ai maiali, ai resti della mensa ufficiali, sottratti dal mucchio della spazzatura dietro la cucina. Quando ho visto il quadernino del diario, ho deciso di pubblicare questa memoria perché il racconto fatto da una persona cara, incide molto di più nella mente e nel cuore. Posso riassumere l'odissea di Duilio in poche parole: lontananza, freddo, fame, speranza e disperazione. Nell'ultima pagina, scrive di aver meditato di farla finita ma al pensiero della moglie e dei figli: 'mi trattenni e proseguii la mia miserabile vita di sofferenze'. Era il 21 gennaio 1944. Il diario si interrompe, ma Duilio rimane prigioniero fino al 23 gennaio 1945. Pubblicando il diario, non rendo omaggio solo alla memoria di mio zio Duilio, ma di tutti gli uomini travolti da quegli eventi drammatici.
EAN
9788865417447
Data pubblicazione
2018 07 25
Lingua
ita
Pagine
56
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
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