Pietro non ha certezze assolute da trasmettere se non quelle ancorate al suo mondo: i campi, la fatica, l'alternarsi delle stagioni, l'osservazione attenta della natura, soprattutto nelle sue espressioni più minute: la formica, «il briciolo di vita di un pettirosso», una margherita, «un cespo di papaveri», un olmo… Egli nutre dentro di sé un desiderio imperioso, una sete struggente di infinito perché intuisce, sente, è certo che «ci sono luoghi oltre l'orizzonte del tempo e dello spazio, luoghi dell'anima e della mente dove, nel silenzio, puoi ascoltare l'universo palpitare»: un universo che palpita, sì, ma di cui, purtroppo l'uomo oggi non sembra avvertire la sofferenza, lo sfregio, l'indifferenza: «…se fossi Colui che non posso nominare, aggiungerei un nuovo comandamento: non sciupare». Lo muove il rimpianto struggente di un mondo che non c'è più e la speranza di un nuovo mondo, nel quale «i contadini semineranno le parole e i poeti coltiveranno il frumento»: un nuovo tempo nelle cui notti le lucciole, forse, torneranno a dare luce. Dalla presentazione di Enzio Strada.
EAN
9788865417775
Data pubblicazione
2018 11 23
Lingua
ita
Pagine
64
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
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