Questo libro offre una preziosa analisi del pensiero filosofico e giuridico di Gustav Radbruch e un ritratto dell’uomo, testimone appassionato degli accadimenti che sfigurarono l’Europa nella prima metà del Novecento. Tra i temi dell’indagine spiccano la pena di morte e le ragioni della sua abolizione (argomento di pagine qui tradotte per la prima volta in italiano). L’emancipazione sociale delle donne, per le quali Radbruch ottenne l’ammissione alle professioni giuridiche. Ma soprattutto il diritto e la celebre «formula» per definirne il concetto; lo Stato com’è e come dovrebbe essere; la giustizia penale e i suoi scopi; il giudice, la sua centralità, la sua vocazione ideale. Il libro ne dà conto non soltanto per la rilevanza degli argomenti, ma anche perché documenti del sentimento di giustizia autentico che, come un basso continuo, accompagnò l’evolversi del suo pensiero. Nella sua autobiografia Radbruch scrisse di non voler avere più degli altri, non essendo di essi migliore. Sempre a questo principio di modestia personale e di equità sociale si attenne così nei pensieri, come nelle azioni pubbliche.
EAN
9788865485200
Data pubblicazione
2024 02 13
Lingua
ita
Pagine
176
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
230
Larghezza (mm)
142
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
292
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Il diritto in una formula. Saggio su Gustav Radbruch—