Nel marzo del 1630 un elefante di nome Don Diego irrompe nella tranquilla terra di Casteldurante, nel quotidiano di un manipolo di chierici e di una comunità di sudditi testimoni dell’ormai irreversibile processo di devoluzione del Ducato di Urbino allo Stato della Chiesa, regnante papa Urbano VIII. Francesco Maria II della Rovere, ultimo anziano duca, propone alla corte un’esperienza inusitata che si trasforma presto in una vera e propria cerimonia di un potere al tramonto. Il pachiderma, originario dell’India, si inginocchia nel cortile del palazzo ducale al cospetto delle Altezze Serenissime, come al tempo di Carlo Magno, e intrattiene i convitati con curiose esibizioni: Don Diego mangia pane ma gradisce anche i confetti, beve il vino delle cantine ducali, ama “i vezzi e le carezze” e si fa persino cavalcare dagli illustri ospiti. Tra questi l’erudito urbinate Vittorio Venturelli, ultimo bibliotecario ducale, traduttore di Aristotele e, come Franceso Maria II, appassionato di storia degli animali. Per la prima volta si pubblica qui la sua Historia naturale dell’elefante, già nelle raccolte Albani, ritrovata in Francia tra i manoscritti della Biblioteca Universitaria di Montpellier.
EAN
9788865576601
Data pubblicazione
2025 10 03
Lingua
ita
Pagine
88
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
241
Larghezza (mm)
165
Spessore (mm)
8
Peso (gr)
320
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Don Diego alla corte roveresca di Casteldurante. L’Historia naturale dell’elefante—