Dopo sei secoli, l’autoritratto continua a essere largamente praticato dagli artisti e amato dal pubblico per la sua capacità di illuminare un’ampia gamma di questioni universali: identità, umana fragilità, scopo dell’esistenza, mortalità. Nathalie Rudd ricostruisce il contesto culturale nel quale il genere è nato, nel cuore del Rinascimento tra Italia e mondo fiammingo, ne illustra lo sviluppo e diffusione globale e il significato che riveste nell’arte dei nostri giorni. Attraverso l’analisi di capolavori da Jan van Eyck, Goya e van Gogh a Frida Kahlo, Faith Ringgold e Cindy Sherman, il libro esplora il potenziale emotivo ed espressivo dell’autoritratto, prendendo in considerazione anche le molteplici tecniche utilizzate dagli artisti moderni e contemporanei, dalla pittura alla fotografia, dall’installazione alla performance. Il libro approfondisce inoltre la questione centrale del perché gli artisti ritornino più e più volte all’autoritratto, illustrando come questo genere riesca a rivelare i volti mutevoli dell’individualità e dell’egoismo, in un’epoca in cui stiamo interrogando più che mai le nozioni di identità personale.
EAN
9788866485261
Data pubblicazione
2021 03 11
Lingua
ita
Pagine
176
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
218
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
410
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