Un libro che lavora molto sul piano visivo
Anno 1008, tra le fronde d’una piana boscosa avvolta dalle nebbie sorge un’abbazia. Siamo ai piedi dell’Appennino, nell’Umbria orientale. Il libro, frutto del lavoro preparatorio e di studio che c’è stato per la realizzazione del romanzo "Poi si fece buio", vuole essere una celebrazione della nascita della famosa e potente Abbazia. L’omaggio a un luogo troppo spesso dimenticato, che vide sorgere un monastero e, attorno ad esso, un paese con i suoi primi abitanti: quelle genti, prima disperse e lì accolte, iniziarono a sentire quel luogo come casa e a chiamarlo Gualdo Tadino.
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