Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Cetteo (550-597) originario della Dalmazia, in cerca di lavoro arriva a Pescara, dove introdotto in una comunità ecclesiale, diventa prima sacerdote e poi Vescovo. Come comandante del Forte deve affrontare il feroce assalto dei due capi longobardi che hanno occupato la città. Cerca invano di riportare la pace ma, coinvolto innocentemente nella lotta di potere tra i due, viene condannato a morte e gettato nel fiume, dando così suprema testimonianza del suo amore a Dio e ai fratelli. Patrono di Pescara.
Cetteo (550-597) originario della Dalmazia, in cerca di lavoro arriva a Pescara, dove introdotto in una comunità ecclesiale, diventa prima sacerdote e poi Vescovo. Come comandante del Forte deve affrontare il feroce assalto dei due capi longobardi che hanno occupato la città. Cerca invano di riportare la pace ma, coinvolto innocentemente nella lotta di potere tra i due, viene condannato a morte e gettato nel fiume, dando così suprema testimonianza del suo amore a Dio e ai fratelli. Patrono di Pescara.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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