Rifuggire il dolore o, peggio, rinnegarlo, equivale ad abiurare noi stessi. Il dolore, volente o nolente, è costitutivo del nostro essere e delle nostre esistenze. Alla luce di quest’affermazione, nessun deus ex machina è in grado di fare ciò che noi possiamo portare a compimento con la nostra forza di volontà: porci dinanzi a questa squisita sensazione che a volte ci tormenta, a volte ci sazia, con tronfia e superba volontà di accettazione, perdono e desiderio di convivenza. Un elogio del dolore, un’esortazione ad assaporarne lo squisito sapore e tentare di sublimarlo, un’occasione per tentare di connettersi con questa potente sensazione che rappresenta il leitmotiv dell’esistenza di tutti noi, nessuno escluso; e se c’è un modo per rendere squisito il dolore, il livore, il supplizio è quello di condividerlo, esternarlo e affrontarlo insieme. Un volo pindarico dentro un mondo interiore, fatto di sprazzi di gioia e interminabili momenti di dolore. Una prospettiva filantropica fra trascendenza e perdizione, in questo viaggio incredibile che è, precipitevolissimevolmente, la vita.
EAN
9788866722304
Data pubblicazione
2021 02 10
Lingua
ita
Pagine
118
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
148
Spessore (mm)
7
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