Nei primi decenni dell'Ottocento la nuova dottrina omeopatica fu accolta con favore dal pubblico, ma allo stesso tempo fu ferocemente contrastata dalla classe medica dominante. In questa situazione, una Commissione di medici di Lione fu inviata nell'estate 1835 a Marsiglia per studiare meglio l'epidemia di colera e stilò una relazione che ammetteva il pressoché totale scacco della Medicina Ufficiale, ma criticava anche l'omeopatia che, si sosteneva, non avrebbe avuto alcun effetto benefico se non in casi che sarebbero guariti comunque. Gli omeopati reagirono duramente, convinti dell'efficacia terapeutica del loro approccio e soprattutto irritati dagli ostacoli burocratici che la Commissione stessa aveva posto sulla strada di una seria sperimentazione e di un utile confronto sul campo. Il libro tratta e sviluppa problemi validi tutt'ora, che riguardano l'integrazione di diversi approcci nella cura di malattie gravi. Si tratta di uno dei primi casi in cui l'omeopatia non si pose come medicina alternativa "contro" quella ufficiale, ma cercò - purtroppo inutilmente - dialogo e integrazione. Il documento, oltre ad essere stimolante ed emozionante in quanto fa rivivere la passione dei medici del tempo, tratta problemi che non si sono ancora risolti e che vai la pena conoscere nelle loro origini storiche, filosofiche e culturali.
EAN
9788866730132
Data pubblicazione
2013 07 01
Lingua
ita
Pagine
104
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
183
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