Il significato profondo di Arcorass, allora, sta probabilmente in quel riprendersi, nel riacquisire definitivamente gli spazi simbolici ed emozionali di una vera e propria Koinè diàlektos, una lingua di riferimento (dalle sottolineature confessional o liriche e dalle tramature sempre civili), che è anche e inevitabilmente parlata o lingua ‘sociale’; una cultura millenaria stratificata, umile o elevata che sia, che ancora indica vie (anche di fuga in avanti) e stigmi destinali. Il poeta lavora su materiali apparentemente poveri, di uso quotidiano (con riferimenti anche etnografici non irrilevanti), su equivoci solo apparenti . . . La lezione di Arcorass è in quella che potremmo indicare come una notevole “competenza in umiltà” dell’autrice: un affidarsi, laico, un coralmente rincuorarsi, a una lingua sincera, musicale, trepida e accogliente perché autentica e ‘vera’: “a sorpresa ben m’ardàn ’na lingua accesa” (da I mi ann). Una parola testimone, una parola viva, ricevuta in dono e oggi restituita, donata a noi lettori. (dalla postfazione di Manuel Cohen). Introduzione di Sanzio Balducci.
EAN
9788866792352
Data pubblicazione
2021 02 15
Lingua
ita
Tipologia
Libro
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