Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Il forte atto unico di Donatella Busini si riferisce esplicitamente al grande dramma teatrale di Tennessee Williams del 1947, Un tram chiamato desiderio. Ma, rispetto al testo di Williams, quello della Busini non è un adattamento (come la classica versione cinematografica del 1951); non è un rifacimento, come nel film Blue Jasmine (2013) di Woody Allen; e non è neppure un esempio di quella categoria che è l’“omaggio a”. In effetti qui l’autrice si misura in una sorta di audace corpo a corpo con il testo di Williams, smontandolo. (Dalla Postfazione di Paolo Valesio)
Il forte atto unico di Donatella Busini si riferisce esplicitamente al grande dramma teatrale di Tennessee Williams del 1947, Un tram chiamato desiderio. Ma, rispetto al testo di Williams, quello della Busini non è un adattamento (come la classica versione cinematografica del 1951); non è un rifacimento, come nel film Blue Jasmine (2013) di Woody Allen; e non è neppure un esempio di quella categoria che è l’“omaggio a”. In effetti qui l’autrice si misura in una sorta di audace corpo a corpo con il testo di Williams, smontandolo. (Dalla Postfazione di Paolo Valesio)
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
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