Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Per scrivere 'Tra le braccia del vento' ho dovuto rimanere in equilibrio fra le letture riguardanti il secondo conflitto mondiale e la sofferenza serena, silenziosa che riaffiorava nei racconti di mio padre. E ho scritto questo dramma interpretandolo in modo nuovo, senza cercare lacrime facili. Si può raccontare la stessa storia infinite volte. E se lo si fa attraverso la storia intensa ma delicata fra due amanti bambini che facevano una vita da adulti, sembrerà una storia diversa. Non scrivo per insegnare ciò che è accaduto ma, semplicemente, perché voglio che dei miei giorni rimanga traccia. (L'autrice)
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