Questo studio offre un quadro rinnovato, per ampiezza e complessità, del rapporto tra poesia e politica nell’Italia di Dante. Sul piano metodologico il libro si caratterizza per un’impostazione di tipo interdisciplinare e comparatistico: l’autore mette in luce i tratti distintivi delle poesia politica italiana delle origini, facendo al contempo emergere le strette relazioni del corpus preso in esame con le tradizioni coeve e concorrenti (in lingua latina, francese, provenzale, catalana). All’analisi letteraria si accompagna un’attenta ricostruzione del contesto storico-culturale in cui Dante e gli altri rimatori del suo tempo si trovarono a operare: da un lato, partendo da uno spunto del De vulgari eloquentia, si indagano le ragioni dell’assenza nella lirica in lingua di sì di un’autentica poesia d’armi alla maniera del trovatore provenzale Bertran de Born, dall’altro è messo in rilievo come le vicende internazionali legate alla parabola di Carlo d’Angiò forniscono un impulso determinante allo sviluppo di una specifica tradizione di poesia politica in volgare italiano.
EAN
9788867056415
Data pubblicazione
2018 11 09
Lingua
ita
Pagine
247
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
148
Larghezza (mm)
212
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
320
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