Dopo l'ondata rivoluzionaria del 1848-49, negli Stati italiani legati all'impero austriaco si pone il problema di creare una classe dirigente in grado di affrontare le inevitabili sfide poste dalle riforme legislative e dalle innovazioni nel campo delle infrastrutture quali il telegrafo e, soprattutto, la ferrovia. Nel Ducato di Modena e Reggio governato dalla dinastia degli austro-estensi, è lo stesso sovrano a seguire da vicino la creazione di uno studio ibrido, governato come un collegio militare ma concepito per educare e formare un'élite di funzionari pubblici che rispondesse al modello di "vero cristiano, suddito riconoscente e cittadino utile". Questo tentativo testimonia un'inaspettata vitalità da parte degli Stati legittimisti, che non si limitano a resistere passivamente al progresso politico ed economico ma cercano di costruire una propria identità culturale al di fuori del mero conservatorismo dell'alleanza trono e altare.
EAN
9788867098514
Data pubblicazione
2025 11 19
Lingua
ita
Pagine
208
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
150
Larghezza (mm)
239
Spessore (mm)
18
Peso (gr)
340
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Gestire il progresso, difendere il trono. L'esperienza educativa di un collegio legittimista alla vigilia dell'Unità (1854-1859)—