A chi appartiene una città? Chi ha titolo di decidere sul modo di vivere le sue strade, le sue piazze, i suoi parchi? Come e perché, quelli che sono a tutti gli effetti luoghi pubblici, vengono militarizzati fino a rendere impossibile la loro fruizione? In una città come Bologna, le risposte a queste domande risultano tanto urgenti quanto drammatiche. Urgenti, perché sotto i colpi della speculazione interi quartieri risultano svuotati dai loro abitanti e trasformati in divertimentifici in cui non esistono più residenti ma soltanto consumatori. Drammatiche, poiché, assecondando politiche utili soltanto alla rendita, consegnano alla città generazioni di sfrattati insieme a un’intera classe sociale – quella degli studenti e delle studentesse – costretta a un’eterna precarietà del posto letto, con buona pace del diritto allo studio. Bianca Fusco, affondando la sua penna nelle piaghe del territorio bolognese, mostra come lo spazio urbano sia tutt’altro che neutro dando voce ai conflitti che si oppongono alla distruzione definitiva dei principi che pure avevano fatto del capoluogo emiliano la capitale dell’accoglienza e dell'inclusione.
EAN
9788867184521
Data pubblicazione
2025 03 12
Lingua
ita
Pagine
152
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
200
Larghezza (mm)
130
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
190
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Lo spazio urbano come terreno di conflitto. Gentrificazione, politiche della sicurezza e ideologia del decoro a Bologna—