Molte figure ci offre la Grecia antica, parole e immagini che la fantasia e l'intelletto stentano a seguire. Storditi da questa varietà, indugiamo su alcune espressioni, secondo affinità istintive. Ma c'è una radice di cui quella molteplicità non è che un manifestarsi; c'è un punto di convergenza, che banalmente si può chiamare il sostrato della civiltà greca, e le cui condizioni astratte si possono delineare, in un certo clima, in un dato ceppo umano, in ciò che urge all'esterno, nelle sofferenze dei padri, ma che è troppo lontano da noi, perché lo si possa cogliere direttamente. Per farlo, dovremmo strapparci completamente da noi stessi. I greci hanno dato dei nomi a questo sostrato. Uno di essi è Orfeo. Per più di mille anni, riemergono tracce di poesie, pratiche religiose legate a questo nome. Noi moderni chiamiamo Orfici questi autori anonimi, ma non si tratta né di una setta religiosa, né di una scuola, né di un movimento qualsiasi; le loro espressioni non sono né di artisti individuali né di poesia popolare. Orfeo, piuttosto, è la voce profonda — anche se non l'unica — della Grecia, da cui sorgono, in parte, la religione, la poesia, la filosofia. (dalla prefazione di Giorgio Colli)
EAN
9788867233663
Data pubblicazione
2018 09 27
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
222
Larghezza (mm)
128
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
165
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