Poesie mistiche
Morite, morite, di questo amore morite, se d’amore morirete, tutti Spirito sarete! “Morite, morite, questa morte non paventate, dalla terra volate e i cieli in pugno afferrate! Morite, morite, da questa carne morite, è laccio la carne, e voi ne siete legati! Spezzate, spezzate la vostra prigione! Spezzata che l’avrete, sarete principi, emiri! Morite, morite dinanzi al Sovrano bellissimo: morti che dinanzi a Lui sarete, sultani sarete! Morite, morite, da questa nube uscite, usciti che ne sarete, Luna lucente sarete! Tacete, tacete, il silenzio è sussurro di morte; tutta la vita è in questo: siate flauto silente.” http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238187p.jpg 20240315152856 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238187g.jpg 20240315152856 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238187.500.jpg 20240315152855 6815811 9788867238194 Informazioni Editoriali 00 BC 222 128 15 200 160 Franco, Laura Cinque sante bizantine. Storie di cortigiane, travestite, eremite, imperatrici Cinque sante bizantine. Storie di cortigiane, travestite, eremite, imperatrici ita 20250204 20201176 SE 04 21.00 ASSOLTA 3245 Testi e documenti DNBX DNBZ QRM JBSF1 1QBCB Santi Bizantini Nel Medioevo le Vite dei santi erano raccontate e continuamente rielaborate, arricchite ogni volta di dettagli nuovi e diversi, che diedero corpo a un gran numero di varianti della medesima storia. Alcune leggende agiografiche ebbero un’enorme diffusione, paragonabile a quella che oggi hanno i romanzi, o certe biografie romanzate. I cinque testi tradotti in questo volume sono molto diversi tra loro, sia per il registro linguistico sia perché appartengono a epoche differenti; li accomuna il fatto che le protagoniste sono donne e alcune di esse scelgono di travestirsi da monaco. Proprio in ragione di questa diversità possono offrire un quadro, naturalmente parziale, della santità femminile nel Medioevo greco e della varietà di tipologie che la caratterizza. Ecco allora Pelagia, prostituta convertita e poi redenta. Maria ed Eufrosine, entrambe orfane di madre, compiono la scelta di entrare in un monastero maschile travestendosi, l’una per non separarsi dal padre, l’altra per evitare il matrimonio. Teoctista, presa prigioniera dagli Arabi, riesce a sfuggire in modo rocambolesco ai suoi rapitori e diviene eremita su un’isola deserta. L’imperatrice Teodora, l’unico personaggio realmente esistito, si assicura la santità riabilitando il culto delle icone proibito dagli imperatori iconoclasti. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238194p.jpg 20250127173225 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238194g.jpg 20250127173225 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238194.500.jpg 20250127173224 6815812 9788867238200 Informazioni Editoriali 00 BC 223 128 15 200 160 Lukás, György Raciti, Giuseppe Teoria del romanzo Teoria del romanzo ita 20240528 20201176 SE 04 21.00 ASSOLTA 3245 Testi e documenti DSA DSK «Lo scoppio della guerra del 1914 – l’effetto prodotto dalla posizione interventista della socialdemocrazia sull’intellighenzia di sinistra – fu l’occasione che determinò la nascita della Teoria del romanzo. La mia posizione radicale si esprimeva in un veemente, globale e, specie all’inizio, poco articolato rifiuto della guerra, in particolar modo dell’entusiasmo che l’accompagnava. [...] In questo stato d’animo cresceva il primo abbozzo della Teoria del romanzo. Inizialmente avevo pensato a una catena di dialoghi: un gruppo di giovani si isola di fronte alla psicosi della guerra alla maniera dei narratori di novelle del Decamerone di fronte alla peste; i loro dialoghi, improntati a una reciproca intesa, avrebbero esplicitato grado a grado i problemi trattati nel libro, fino a gettare uno sguardo sul mondo di Dostoevskij. A un ripensamento più attento questo piano fu abbandonato e la Teoria del romanzo assunse la sua attuale configurazione. Essa crebbe così in un clima di permanente disperazione sulle sorti del mondo. Solo l’anno 1917 mi portò la risposta alle questioni che fino allora mi erano parse insolubili. [...] La problematica della forma del romanzo è qui l’immagine riflessa di un mondo fuori dai suoi cardini. Perciò la “prosa” della vita è solo un sintomo fra i tanti del fatto che la realtà offre d’ora in poi un terreno sfavorevole per l’arte; donde la liquidazione artistica di quelle forme conchiuse e totali emananti da una totalità dell’essere in sé compiuta, di quei mondi di forme in sé perfettamente immanenti – è il problema centrale della forma del romanzo. E questo non per ragioni artistiche, ma filosofico-storiche: “Non c’è più alcuna spontanea totalità dell’essere” afferma l’autore della Teoria del romanzo con riferimento alla realtà del presente. Qualche anno dopo Gottfried Benn esprime così questo stato di cose: “la realtà non esisteva più, rimaneva la sua smorfia”». http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238200p.jpg 20240524095113 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238200g.jpg 20240524095113 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238200.500.jpg 20240524095111 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238200.1000.jpg 20240524095110 6815813 9788867238217 Informazioni Editoriali 00 BC 221 126 20 254 208 02 Fleischmann, Krista;Bernhard, Thomas Reitani, Luigi Rovagnati, Alessandra Thomas Bernhard: un incontro. Conversazioni con Krista Fleischmann Thomas Bernhard: un incontro. Conversazioni con Krista Fleischmann ita 20240903 20201176 SE 04 23.00 ASSOLTA 3245 Testi e documenti DSBH DNPB 2ACG Thomas Bernhard, maestro e «artista dell’esagerazione», è stato anche un maestro nella difficile arte dell’intervista, riuscendo a costruire sapientemente in vita il proprio mito. Straordinario documento di un incontro umano e professionale, le conversazioni del grande scrittore austriaco con la giornalista televisiva Krista Fleischmann rivelano un gusto beffardo della provocazione, un piacere istrionesco della parola, un impeto immaginativo superiore ad ogni argomentazione razionale. In questo gioco con la verità e la menzogna – ma in fondo, sosteneva Bernhard, ciò che conta è «il contenuto di verità della menzogna» – l’autore si cimenta in prima persona con quell’arte barocca e musicale del parlando monologico che caratterizza i personaggi della sua narrativa. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238217p.jpg 20240821104305 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238217g.jpg 20240821104305 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238217.500.jpg 20240821104304 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238217.1000.jpg 20240821104303 6815814 9788867238224 Informazioni Editoriali 00 BC 195 107 11 108 112 Okakura, Kakuzo Gentili, Laura Lo zen e la cerimonia del tè Lo zen e la cerimonia del tè ita 20240227 20201176 SE 04 14.00 ASSOLTA 3243 Piccola enciclopedia JBCC1 QRFB23 1FPJ Tè Zen Giappone-Cultura «Il cielo dell’umanità moderna si è realmente frantumato nella lotta titanica per la ricchezza e il potere. Il mondo brancola nelle tenebre dell’egoismo e della volgarità. La conoscenza si compra a prezzo della cattiva coscienza, la generosità si pratica a fini utilitaristici. Oriente e Occidente, come due draghi scagliati in un mare agitato, lottano invano per riconquistare il gioiello della vita. Abbiamo nuovamente bisogno di una Niuka [Nü Wa] che ponga rimedio alla completa devastazione; attendiamo il grande avatāra. Beviamo, nel frattempo, un sorso di tè. Lo splendore del meriggio illumina i bambù, le sorgenti gorgogliano lietamente, e nella nostra teiera risuona il mormorìo dei pini. Abbandoniamoci al sogno dell’effimero, lasciandoci trasportare dalla meravigliosa insensatezza delle cose». Con uno scritto di Everett F. Bleiler. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238224p.jpg 20240219144527 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238224g.jpg 20240219144527 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/867/238/9788867238224.500.jpg 20240219144526 6815815 9788867238231 Informazioni Editoriali 00 BC 195 105 8 80 80 Merleau-Ponty, Maurice Sordini, Anna Lefort, Claude L'occhio e lo spirito L' occhio e lo spirito ita 20240227 20201176 SE 04 13.00 ASSOLTA 3243 Piccola enciclopedia QDHR5 3MP Esistenzialismo L’Occhio e lo Spirito è l’ultimo scritto che Merleau-Ponty poté portare a termine. André Chastel gli aveva chiesto un contributo per il primo numero di «Art de France». Egli ne fece un saggio, al quale consacrò la gran parte dell’estate nell’anno (1960) che doveva essere quello delle sue ultime vacanze. Stabilitosi, per due o tre mesi, nella campagna provenzale, Merleau-Ponty reinterroga la visione, e al tempo stesso la pittura. O piuttosto, egli la interroga quasi fosse la prima volta, come se tutte le sue opere precedenti non pesassero sul suo pensiero, ovvero pesassero troppo, in modo tale che egli dovette dimenticarle per riconquistare la pienezza dell’incantamento. Egli cerca, una volta di più, le parole dell’inizio, parole, per esempio, capaci di definire ciò che costituisce il miracolo del corpo umano, il suo inesplicabile prender vita, non appena avviato il suo muto colloquio con gli altri, il mondo e se stesso – e anche la fragilità di tale miracolo." (Dalla postfazione di Claude Lefort)
EAN
9788867238187
Data pubblicazione
2024 04 02
Lingua
ita
Pagine
128
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
222
Larghezza (mm)
128
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
164
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