Dopo la sconfitta contro Sparta nella guerra del Peloponneso, e il duro regime dei Trenta Tiranni, Atene è teatro di un celebre processo: nel 399 a.C. il filosofo Socrate è chiamato a rispondere alle accuse di empietà e corruzione dei giovani, ed è infine condannato a morte. L’Apologia di Socrate, dialogo scritto dall’allievo Platone tra il 399 e il 388 a.C., riporta il discorso di difesa che il filosofo avrebbe tenuto in tribunale dinanzi agli accusatori, ai giudici e a gran parte del popolo di Atene. Dall’esordio al congedo, Socrate spiega il motivo del suo peregrinare per le strade della polis per interrogare i concittadini e illustra come essi ne abbiano sempre tratto beneficio. Offre inoltre una straordinaria dimostrazione di coraggio e coerenza: non c’è motivo di temere la morte, che potrebbe essere un bene per l’uomo, mentre non c’è possibilità alcuna che egli rinunci alla propria attività, poiché “la vita senza ricerca non è degna di essere vissuta per un uomo”
EAN
9788867581085
Data pubblicazione
2017 06 24
Lingua
ita
Pagine
104
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
254
Larghezza (mm)
178
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
198
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