La protagonista di questa storia non esiste, o forse è lei per prima a essere una storia. Quella di tutte le bambine che diventano donne dimenticando il corpo e obnubilando la mente. Lo spazio si perde tra dimensioni indefinite: case con la muffa, vasche da bagno piene d'acqua calda e avvolgente, stalle sporche, stanze con finestre disegnate sui muri. Qui la madre è strega, il sesso arriva per la prima volta a nove anni, la maternità odora di infanticidio. E l'amore è una gabbia senza serratura e senza chiave, è ossessione, è paura di perdersi nell'infinito dell'altro rimanendo in bilico, per poi sprofondare. È appetito e nausea nello stesso momento. Un pozzo dal quale si alza un urlo disperato durante una cena silente. Un errore perfetto. L'amore è lui che va via quando la prima lacrima le solca il viso raggiungendo le labbra stanche; è lui che non si denuda mai. È una bocca da baciare, divorare e ingoiare, perché è l'unica che riesce a ferirla, che le fa provare qualcosa. È l'identità che si perde: Come mi chiamo? Mi chiamo come mi chiami tu, e in questo momento tu non mi chiami in nessun modo. L'amore come carneficina. Ma anche svelamento: consapevolezza che il proprio aguzzino è anche l'unico pronto a uccidere le streghe nel bosco. È l'unico che può ricordarle il suo nome: Giulia.
EAN
9788867700042
Data pubblicazione
2012 12 01
Lingua
ita
Pagine
70
Tipologia
Libro in brossura
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