Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Un pugno o un calcio nello stomaco. Sensazione variegata ma netta. Sfumature di piombo. Arriva diretto ed è seguito da un attimo di stasi, un nulla sensitivo. Dopo, un dolore preciso eppure espanso, che lievita nelle viscere. Poi è necessario piegarsi in due morsicandosi le labbra. Visivamente è come immergere l'aspirina in un bicchiere d'acqua: quiete seguita dallo sfrigolio delle bollicine; e c'è sempre uno schizzo che raggiunge il viso. Così è questa raccolta di racconti. Le storie di Saverio Capozza prendono a pugni proprio perché arrivano per rimanere, come lividi impressi sulla pelle di chi sale sul ring con lui.
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