Durante il lockdown, Sergio Lubello si trasferisce nel paese natale, in Salento, dalla madre anziana. Esce di casa solo per cose necessarie, ma anche nel microcosmo in cui vive tutto è cambiato: intorno solo silenzio, vuoto, paura. Tra lezioni a distanza e attività scientifiche che cerca di non interrompere, dedica ogni giorno del tempo alla narrazione della pandemia, un diario che oscilla continuamente tra riflessioni su ciò che accade intorno e movimenti diversi di memoria personale. Attraverso la scrittura di questo diario, Lubello torna anche col pensiero ai luoghi e le persone del suo passato. E come scrive in una pagina del diario: "I diari che scriviamo, che alcuni scrivono di questi tempi, non sono per forza o soltanto narrazione, racconto. Sono scavi, con smottamenti. Movimenti, talvolta contrari. Recuperi inattesi. Sguardi ravvicinati, o di sbieco. Incontri fortuiti, non sempre rassicuranti. Disseppellimenti, spesso di ricordi rimossi. Ritrovamenti accidentali, subitanei. Coacervo di spigoli, anche contundenti. Ma sono soprattutto conversazioni solitarie. Tra te e te, di fronte mai come ora per così tanto tempo".
EAN
9788867706570
Data pubblicazione
2021 03 24
Lingua
ita
Pagine
183
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
200
Larghezza (mm)
130
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
215
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