Malgrado la sostanziale indifferenza di Freud rispetto all'India, è proprio a Calcutta che si costituisce, nel 1922, la prima Società psicoanalitica fuori dal mondo occidentale. Un tale evento sarebbe stato impossibile senza il movimento del "Rinascimento bengalese", che anticipa l'emancipazione nazionale indiana integrando tradizione e cultura contemporanea (e il cui esponente più noto è il poeta Rabindranath Tagore, che incontrerà Freud e Vienna nel 1926). Questo volume, curato da Livio Boni, colma una serie di lacune storiografiche presentando la ricezione della psicoanalisi in India nel contesto della decolonizzazione e del gandhismo, senza ignorare altri punti di incrocio possibile tra il movimento psicoanalitico e l'India contemporanea. L'intento è quello di meglio orientarsi nella "giungla indù", quest'estraneità irriducibile evocata da Freud nel suo dialogo con Romain Rolland sul "sentimento oceanico", e di ricavarne elementi di riflessione più generale sul le ibridazioni culturali, il meticciato, la sofferenza psichica e la psicoanalisi.
EAN
9788867721122
Data pubblicazione
2014 07 18
Lingua
ita
Pagine
196
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
296
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L'India della psicoanalisi. Il subcontinente dell'inconscio—